È notizia recente quella relativa all'acquisizione da parte di Mondadori della piattaforma di social reading Anobii. Ma cos' è il social reading? E per quale motivo un'azienda come Mondadori ha deciso di investire in un progetto social?
Lo ammetto: quando si parla di libri, il mio primo pensiero va sempre al tradizionale libro stampato ed al piacere di girare le pagine una dopo l'altra, all'odore della carta ed alle copertine capaci di invogliare alla lettura anche di libri all'apparenza noiosi.
Nonostante questo, mi piace pensare all' eBook come allo strumento
in grado di avvicinare alla lettura anche i più restii, magari animati dall'entusiasmo sempre più crescente per le nuove tecnologie. Proprio le nuove tecnologie e lo sviluppo dei social network hanno favorito la nascita del fenomeno chiamato social reading.
in grado di avvicinare alla lettura anche i più restii, magari animati dall'entusiasmo sempre più crescente per le nuove tecnologie. Proprio le nuove tecnologie e lo sviluppo dei social network hanno favorito la nascita del fenomeno chiamato social reading.
IL SOCIAL READING E L'ESPERIENZA DI ANOBII
Ma cos'è il social reading? La cosiddetta "lettura sociale" non è altro che la condivisione, attraverso una piattaforma social, della propria passione per la lettura. Un punto di incontro per tutti i lettori che sfruttano le potenzialità del Web 2.0 per scambiarsi consigli, opinioni, informazioni sul mondo dei libri.
Una delle principali piattaforme sviluppate in questo senso è Anobii, recentemente acquistata da Mondadori, a conferma di quanto il fenomeno stia diventando di crescente interesse non solo per gli appassionati di lettura, ma anche per chi vede in esso una potenziale fonte di profitto.
Gli utenti di Anobii (anobiani) condividono con i propri contatti la loro libreria virtuale: un vero e proprio catalogo da tenere costantemente aggiornato, con gli ultimi libri letti, quelli ancora da leggere, i preferiti e le personali recensioni a riguardo. Ovviamente, tale condivisione non è che lo spunto per eventuali conversazioni da intraprendere con chi possiede, ad esempio, i nostri stessi gusti letterari.
Anobii è nato a Hong Kong dall'idea di Greg Sung nel 2005 e conta ad oggi circa un milione di utenti, di cui 300 mila italiani, e una libreria virtuale contenente 40 milioni di titoli.
MONDADORI E LA CASA EDITRICE DEL FUTURO
L'11 marzo arriva con un tweet la notizia dell'acquisizione di Anobii da parte di Mondadori, la quale ha rilevato il 64% delle azioni possedute in precedenza dall'inglese Sainsbury's, che aveva acquistato le stesse nel 2012.
A quanto sembra, Mondadori ha intenzione di portare ad alti livelli Anobii, adattandola anche alle piattaforme mobile e mettendola in relazione con i principali social network. A questo scopo ha dato vita ad un team di venti persone che, affiancate dai fondatori della piattaforma, seguiranno le orme di Amazon, il quale aveva acquistato tempo prima il più famoso Goodreads.
Ma per quale motivo Mondadori è così interessata ad un social network sulla lettura? Semplice: Anobii è una fonte inesauribile di informazioni circa i gusti degli utenti e le proprie preferenze, ovvero dati fondamentali, secondo Mondadori, per costruire la casa editrice del futuro. L'utente viene dunque messo al centro di un progetto di ampio respiro, teso a rilanciare il mondo editoriale attraverso gli eReader prima ed il social reading poi.
Insomma, per chi pensava che l'industria editoriale potesse concretizzarsi nell'ambito tecnologico solo attraverso gli eBook, si sbagliava di grosso: molteplici sembrano essere gli scenari aperti dal social reading e dalla condivisione di contenuti; la cosa fondamentale da parte delle case editrici sarà rendersene conto ed agire di conseguenza, per non rimanere indietro in maniera irrimediabile.

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