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Matteo Renzi subentra a Enrico Letta. E' la direzione del Partito Democratico ad averlo deciso al limite della democrazia.
Durante questa poco entusiasmante partita che si sta disputando dalle ultime elezioni politiche, l'allenatore del Governo italiano "Mr. PD" ha optato per la seconda sostituzione.
Dopo il cambio immediato Bersani-Letta, "coach PD" ha deciso di richiamare in panchina il dignitoso Enrico Letta per far scendere in campo quello che viene presentato come il numero 10 della politica italiana, ma che ancora nessuno ha visto disputare match decisivi.
Oltre a questa sostituzione non si può dimenticare quella decisa dal "ct Vaticano" per il primo cambio in corsa (e non post mortem) nella formazione cattolica: uscì lo spento Ratzinger per il più vigoroso argentino Bergoglio.
Il mio lettore si chiederà cosa accomuna queste due sostituzioni così chiaramente diverse.
Rispondo subito: l'inermità di noi italiani.
Ci scivola tutto addosso senza batter ciglio; al massimo ci lasciamo andare a qualche chiacchiera da bar, ad un twitt polemico, a un "...tanto che devi fare..." ma facciamo passare ogni cambiamento, ogni decisione come se fosse la normale routine quotidiana.
Eppure quando mai si è assistito ad un cambio papale tra vivi?
E quando mai si è visto un susseguirsi di leader di governo non eletti dal popolo? Qualcuno hai mai visto una direzione di un partito che sceglie a nome degli italiani di cambiare per l'ennesima volta il Presidente del Consiglio Italiano?
E mentre noi fluttiamo nell'aria come se tutto ciò non ci interessi, all'estero se la ridono e ci guardano preoccupati.
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